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Canestrato di Calabria "Friscu"
Le sue origini risalgono alla seconda
metà del '700. Il latte appena munto è portato
ad una temperatura di circa 37 gradi e coagulato con caglio
in pasta di capretto o agnello. La rottura della cagliata
avviene mediate un bastone di legno di pioppo chiamato "U
miscu", da mescolare.
La cagliate è rotta fino ad ottenere
una pasta omogenea in piccoli pezzettini. La lavorazione prosegue
in appositi contenitori "le fiscelle", canestri,
da cui il nome di canestrato. Il risultato di questa lavorazione
attenta e meticolosa sono le forme di formaggio, che dopo
due o tre giorni sono pronte per la salatura a secco, assumendo
un colore giallo paglierino.
Può essere consumato fresco dopo due
giorni dalla prima salatura. Si abbina volentieri con vini
giovani ma di buona struttura.
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Canestrato di Calabria "M'pipatu"
Il canestrato fresco fatto stagionare
e ricoperto di peperoncino e di olio d'oliva, assume un colore
rosso, per questa sua caratteristica è chiamato "M'pipatu".
La stagionatura avviene in appositi locali
freschi e asciutti e per un minimo di 4 mesi. E' particolarmente
indicato per la grattugia, gli intenditori lo mangiano accompagnato
con il salame, ideale per gli aperitivi ed antipasti. Il profumo
intenso e deciso non copre i sapori, ne esalta il gusto.
Si abbina volentieri con vini corposi e di
buona struttura.
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Giuncata Fresca
Il latte appena munto è portato ad una
temperatura di circa 37 gradi e coagulato con caglio in pasta
di capretto o agnello. La lavorazione prosegue nel deporre
la cagliata in appositi contenitori "le fiscelle",
canestri.Dopo circa 1 ora si aggiunge del sale sulla superficie
della giuncata si gira e si aggiunge altro sale.
La giuncata è pronta per essere consumata,
il suo sapore delicato di latte fresco e la consistenza morbida
ne fanno un ottimo antipasto.
Si abbina volentieri con vini rossi giovani
e non corposi e bianchi, ideale per chi ama i formaggi morbidi,
si accosta perfettamente ai salumi della Fattoria Biò.
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Giuncata Affumicata
La stagionatura avviene su canne e completata
mediante affumicazione.
Mediamente dopo 15 giorni la giuncata è
pronta per essere consumata sia come formaggio da tavola che
per condire piatti, si usa come formaggio da grattugia, secondo
i gusti, il suo sapore deciso ma non aggressivo non copre
i sapori, bensì n'esalta il gusto.
Si abbina volentieri con vini rossi e di buona
struttura.
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Ricotta Fresca
Dopo la lavorazione della giuncata e del formaggio,
si porta il siero ad una temperatura di circa 87 gradi, si
aggiunge del latte intero preferibilmente di capra e del sale
marino.Nel passaggio del siero alla temperatura richiesta
fiorisce la ricotta, che viene raccolta in appositi contenitori,
le "fiscelle" di giunco, si lascia riposare per
3 ore circa prima di essere consumata.
La tradizione di casa Grillo, sin dalle origini
della mandria, chiamata del "Vecchio", usa mettere
una foglia d'arancio nella ricotta, per la domenica delle
palme e per il giorno di Pasqua.
La ricotta è particolarmente indicata
per chi vuole mangiare leggero e preferisce i sapori delicati.
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Ricotta affumicata
La ricotta non destinata al consumo fresco
è messa ad asciugare in un luogo ventilato aspergendo
di sale la superficie, è consumata dopo tre giorni
"n'camusciata", cioè semidura, oppure fatta
essiccare fino a diventare dura, usata in cucina come formaggio
da grattugia.
Quella affumicata, è posta in un locale
adibito all'affumicatura per tre giorni, ha un sapore più
deciso rispetto a quella solo salata. Ideale per condire ogni
tipo di pasta, nella tradizione contadina non manca mai nella
pasta e piselli e la pasta con i baccelli.
Si accompagna con un vino strutturato e deciso.
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Ricotta "Mpanata"
La tradizione vuole che per ogni ospite che
viene per la prima volta in fattoria gli venga offerta la
"m'panata", ricotta, siero e pane duro casereccio,
fatto al forno a legna. Ognuno può scegliere di mangiarla
salata o dolce.
Si può aggiungere zucchero e caffè
in polvere o semplicemente mangiarla con il pane, è
il modo migliore per non alterare il sapore della ricotta.
Molti dopo averla assaggiata ritornano a provarla.
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